sabato 28 marzo 2020

Settimane di passione

Carissimi parrocchiani, carissimi amici e fratelli,
questa Quaresima sta scorrendo rapidamente nonostante il preoccupante periodo che stiamo vivendo.

La prossima domenica sarà la Domenica delle Palme che darà inizio alla cosiddetta Settimana Santa, o Grande Settimana o anche Settimana di Passione. In realtà pensavo che stiamo vivendo ormai da tempo delle “Settimane di Passione” di fronte al dilagare di una pandemia sconosciuta e rischiosa che va a toccare gli affetti più cari, le persone più deboli, le nostre famiglie, con ricadute di ogni genere, che solo in parte possiamo prevedere. “Settimane di Passione” anche per la nostra comunità che vede tante famiglie nella sofferenza e nel lutto, che vede la perdita di tante persone care, tra le quali validi collaboratori.
Proprio oggi, (venerdì 27) andrò a benedire la salma di Angelo Cortesi al cimitero di San Bernardo: con Angelo se ne va, oltre ad una cara persona, un collaboratore validissimo della Caritas parrocchiale ed una persona di grande umanità, sensibilità e profondità. A lui il nostro grato ricordo e con lui a tutti i defunti di questi giorni. “Settimane di Passione” mentre mi chiedo e ci chiediamo: quando finirà? Come finirà? E dopo come sarà? 
Non so, non voglio, né posso dare risposte … Soltanto volgo lo sguardo al nostro grande Crocifisso, esposto in chiesa dall’inizio della Quaresima: mi richiama alla sua Settimana di Passione, mi richiama al senso di una vita interamente donata, mi richiama all’esito pasquale, che è stato il trionfo della vita sulla morte. E questo, anche nei momenti di sconforto, (qualche volta prendono anche noi sacerdoti …) mi consente di tenere viva la speranza, di “non farmi rubare la speranza”, per citare papa Francesco. E’ quello che auguriamo anche a ciascuno di voi, mentre vi salutiamo con grande affetto e con il desiderio di poterci presto rivedere per celebrare, finalmente insieme, nell’Eucarestia, il Cristo risorto e vivo, la nostra speranza.
A Lui, nella preghiera, ci affidiamo e vi affidiamo.


Il vostro parroco don Elia con don Roberto.


In questa domenica, 29 marzo, il vescovo Maurizio celebra alle ore 10.30 presso la parrocchia di San Gualtiero. E’ possibile seguire la diretta collegandosi sul sito della diocesi: www.diocesi.lodi.it oppure sul canale 111.

Venerdì 3 aprile: Via Crucis al Crocifisso della Maddalena, alle ore 20.30.
E’ possibile seguire la diretta collegandosi sul sito della diocesi: www.diocesi.lodi.it oppure sul canale 111.

Qui puoi scaricare il bollettino settimanale

sabato 21 marzo 2020

Ai genitori dei ragazzi di 3a e 4a elementare

Carissimi genitori, carissimi bambini e ragazzi,
siamo costretti a raggiungervi in questo modo, ma è come se foste tutti presenti, con i vostri volti e le vostre persone insieme a noi sacerdoti: vi salutiamo con affetto!
Non possiamo incontrarci a catechesi, alla Messa domenicale, all’oratorio e negli altri ambienti, compresa la scuola, in cui di solito si trascorreva il nostro tempo. Nonostante tutto questo possiamo restare uniti e ci sentiamo uniti, tramite i vari mezzi di comunicazione, ma in particolare nella preghiera che è capace di tenere vicini anche se a distanza. Vi invitiamo a dedicare qualche minuto alla preghiera ogni giorno, possibilmente come famiglia, e la domenica a seguire una delle celebrazioni trasmesse in TV. 

Noi sacerdoti ogni giorno, celebrando la Messa a porte chiuse, vi ricordiamo e preghiamo per ciascuno di voi, per le vostre famiglie, soprattutto per quelle che soffrono, sono affaticate e nella prova o hanno perduto i loro cari.
Visto il prolungarsi di questa “emergenza” siamo a comunicarvi, per disposizione del Vescovo, che le celebrazioni della Prima Confessione, della Prima Comunione e della Cresima saranno rinviate a partire dal mese di settembre, anche per favorire una adeguata, seppur essenziale, preparazione.
Sarà nostra premura comunicarvi quanto prima le nuove date delle celebrazioni e i momenti dedicati alla preparazione.
Certi della vostra comprensione vi salutiamo cordialmente e vi assicuriamo la nostra vicinanza.


I vostri sacerdoti, don Elia e don Roberto

Lunga come la Quaresima

Carissimi parrocchiani, carissimi amici e fratelli,
un proverbio popolare dice, a proposito di situazioni noiose, che si prolungano o di persone lente a cambiare o fare le cose che sono “lunghe come la Quaresima …”. Forse è la sensazione che proviamo a fronte di questo itinerario verso la Pasqua, che si prospetta lungo, di isolamento, non privo di difficoltà, di prove, di disagi e di sofferenze per tante famiglie. Penso soprattutto a coloro che hanno famigliari ricoverati e che sono privati della presenza dei loro cari. Penso, ancor più, a coloro che hanno perduto una persona cara senza poterla più vedere e salutare. I parrocchiani defunti dall’8 marzo ad oggi sono ben 14. Noi sacerdoti, che non possiamo celebrare il rito delle esequie, andiamo nei vari cimiteri cittadini per benedire le salme o le ceneri, talvolta senza che gli stessi parenti stretti dei defunti possano essere presenti, a causa della quarantena cui sono sottoposti. Tante, poi, le situazioni di povertà e di solitudine, ancor più acuite in questi tempi difficili e di isolamento, cui tutti siamo tenuti. Ma, di contro, ci sono tanti legami, tante reti di relazione (non ultima la preghiera !!!) che tengono vivi i contatti, che si rinsaldano, che accompagnano il percorso, che sostengono, che ci fanno percepire che c’è qualcuno che ci tiene a noi.

Segnali confortanti e di speranza di un modo alternativo di essere comunità, per non smarrire il senso di appartenenza, di comunione, di solidarietà. Penso che mai, come in questi tempi, abbiamo compreso di avere bisogno gli uni degli altri, di non poter stare e fare “senza gli altri” e soprattutto “senza l’Altro”.
“Lunga come la Quaresima …”: si, tutti vorremmo che fosse già finito, questo cammino di purificazione, ma al tempo stesso siamo chiamati a viverlo come una grande opportunità. Talvolta si sente dire: “dopo niente sarà più come prima … “, e subito pensiamo alle ricadute psicologiche, sociali, economiche … Ma possiamo anche pensare che, se avremo colto l’opportunità che questo tempo di prova ci riserva, “niente sarà più come prima …” anche in meglio, nella riscoperta dei valori delle relazioni, della famiglia, della comunità cristiana, delle cose semplici ed essenziali della vita che, forse, prima, davamo per scontate. Vi ricordiamo, tutti e ciascuno, con affetto, nella celebrazione quotidiana dell’Eucarestia e vi salutiamo cordialmente!

I vostra sacerdoti, don Elia e don Roberto.


In questa domenica, 22 marzo, il vescovo Maurizio celebra alle ore 10.30 presso la parrocchia di Santa Maria Ausiliatrice. E’ possibile seguire la diretta collegandosi sul sito della diocesi: www.diocesi.lodi.it

Il vescovo invita pure ad unirsi alla preghiera quotidiana del Rosario, possibilmente alle 19.00 o comunque in altro orario.


Qui puoi scaricare il bollettino settimanale

lunedì 16 marzo 2020

E’il tempo della preghiera e della conversione del cuore


Carissimi parrocchiani, carissimi amici e fratelli: siamo chiamati ad un tempo di prova; è il nostro cammino nel deserto, è il nostro esodo, la nostra uscita da noi stessi per riscoprire l’incontro con Dio e con gli altri.
Non lasciamoci prendere dallo sconforto, dalla paura o dal panico ma affidiamoci alla misericordia del Padre perché ci tenga stretti fra le sue mani e nel suo abbraccio.
Osserviamo le indicazioni che le autorità civili ci indicano a nostra tutela e per la sicurezza di coloro che incontriamo: restiamo a casa!
Riscopriamo il valore della preghiera personale e famigliare, non potendo celebrare insieme l’Eucarestia. E lasciamoci interpellare da questa situazione contraddittoria, difficile, ma che può rivelarsi anche l’occasione propizia per cambiare il cuore.
Questi sono i giorni della preghiera e della nostra conversione. Noi sacerdoti ogni giorno celebriamo l’Eucarestia, a porte chiuse, ma uniti a ciascuno di voi, soprattutto a chi sta attraversando un momento difficile, alle famiglie, ai nostri ragazzi, agli anziani e ai malati, a tutta la comunità. 
Vi ricordiamo e vi salutiamo con affetto.
I vostra sacerdoti, don Elia e don Roberto.

martedì 3 marzo 2020

Emergenza coronavirus - aggiornamento

Carissimi tutti,  
prendiamo atto del comunicato dei Vescovi Lombardi (vedi sotto) che ci chiedono di prolungare fino a domenica 8 marzo compresa le disposizioni della scorsa settimana. 
Pertanto, fino a nuove disposizioni, sono sospese le celebrazioni comunitarie.  
Vi  invitiamo,  nei  limiti  del  possibile,  a  seguire  l’Eucarestia  trasmessa  in  TV e  a pregare, anche come famiglia, il Santo Rosario, così come vi invitiamo alla preghiera personale.
Noi sacerdoti, celebreremo personalmente l’Eucarestia, alle ore 18.00, in chiesa e a porte chiuse, ma suoneremo ugualmente le campane alle 17.45: chi lo desidera potrà unirsi spiritualmente alla celebrazione. 
Avvisiamo, inoltre, che la chiesa resterà aperta per la preghiera personale. 
Così pure avvisiamo che “in ordine ai nostri oratori, assunto il parere degli organismi pastorali preposti, sono sospese fino all’8 marzo compreso tutte le attività formative aggregative e sportive. E’ disposta la chiusura degli spazi aperti al pubblico. Fino a domenica  8  marzo  compresa  le  iniziative  e  gli  incontri  presso  altri  ambienti parrocchiali restano sospesi”. 
In caso di funerali l’accesso alla celebrazione sarà consentito solo ai parenti stretti. 
Restiamo uniti nella preghiera fiduciosa. Un cordiale saluto ed un ricordo a ciascuno di voi. 

I vostri sacerdoti 
don Elia e don Roberto


La Conferenza Episcopale Lombarda si è riunita questa mattina in seduta straordinaria a Caravaggio.
All'ordine del giorno dei vescovi delle diocesi di Milano, Bergamo, Mantova, Como, Vigevano, Crema, Lodi, Cremona, Pavia e Brescia un confronto alla luce del nuovo Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Di seguito la nota congiunta dei presuli lombardi:
“In ordine alla celebrazione dell’eucaristia il nostro desiderio più profondo era e rimane quello di favorire e sostenere la domanda dei fedeli di partecipare all’eucaristia.
Considerata la comunicazione odierna della CEI - che interpretando il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, invita a non celebrare le Sante Messe feriali con il popolo - chiediamo ai sacerdoti, alla luce della delicata situazione sanitaria e delle richieste delle autorità competenti, di continuare a celebrare le Sante Messe feriali senza la partecipazione dei fedeli sino a sabato 7 marzo.
Ci riserviamo di dare altre indicazioni, entro venerdì 6 marzo, alla luce di ulteriori sviluppi e delle decisioni delle istituzioni.
Le chiese continuino a restare aperte, nel rispetto delle norme del Decreto, per la preghiera.
Consapevoli della sofferenza e del disagio arrecato dalla situazione, in ordine ai nostri oratori, assunto il parere degli organismi pastorali preposti, sono sospese fino all’8 marzo compreso tutte le attività formative aggregative e sportive. E’ disposta la chiusura degli spazi aperti al pubblico. Fino a domenica 8 marzo compresa le iniziative e gli incontri presso altri ambienti parrocchiali restano sospesi.
Confidiamo che le misure di rigore alle quali aderiamo per senso di responsabilità a tutela della salute pubblica siano condivise da tutte le istituzioni ecclesiali e civili e accolte in ogni ambito in modo corale.
Ringraziamo i sacerdoti, i collaboratori e gli operatori sanitari e di ordine pubblico, con tutti i volontari, per l’opera svolta, incoraggiandoli a perseverare nel loro servizio.
Affidiamo le comunità diocesane, con un particolare pensiero a quelle più provate, ai malati e colpiti dalla calamità in atto, all’intercessione materna e confortante di Maria, la Vergine venerata a Caravaggio”.

Milano, 2 marzo 2020

+ Mario E. Delpini – Arcivescovo di Milano
+ Francesco Beschi – Vescovo di Bergamo
+ Marco Busca – Vescovo di Mantova
+ Oscar Cantoni – Vescovo di Como
+ Maurizio Gervasoni – Vescovo di Vigevano
+ Daniele Gianotti – Vescovo di Crema
+ Maurizio Malvestiti – Vescovo di Lodi
+ Antonio Napolioni – Vescovo di Cremona
+ Corrado Sanguineti – Vescovo di Pavia
+ Pierantonio Tremolada – Vescovo di Brescia

venerdì 28 febbraio 2020

Una Quaresima "diversa"

Cari parrocchiani, quest’anno la Quaresima è iniziata in un modo inaspettato e strano: l’impossibilità a celebrare l’Eucarestia come comunità, così come a poter vivere i vari appuntamenti comunitari è una esperienza che non ci saremmo mai aspettati, ma al tempo stesso può rivelarsi una opportunità, sia a livello spirituale che umano.
Questa vicenda, che sta mettendo alla prova soprattutto i nostri fratelli e sorelle della bassa lodigiana, e di riflesso anche noi, può diventare occasione per ritornare all’essenziale della vita, alle cose che contano veramente, ad apprezzare i gesti semplici e quotidiani ai quali, forse, tante volte, rischiamo di non dare più attenzione.
Può essere l’occasione per volgere in alto gli occhi e il cuore, per riconoscere che, nonostante tutti i progressi della scienza, della tecnica, della medicina, per i quali siamo immensamente grati, non possiamo, tuttavia, presumere di essere i “padroni” della nostra esistenza. Davvero siamo nelle “Sue mani”. Può essere infine l’occasione per riscoprire e valorizzare le relazioni, soprattutto in famiglia, riconoscendo il valore delle persone care che ci vogliono bene e si prendono cura di noi.

Quanto alle celebrazioni: qualora fosse ancora in vigore l’ordinanza attuale, noi sacerdoti celebreremo la Messa feriale alle ore 18.00, facendo precedere il suono delle campane alle ore 17.45. Coloro che lo desiderano possono unirsi da casa alla preghiera.
I sacerdoti celebreranno secondo le intenzioni dei defunti indicate sul bollettino settimanale.

Quanto agli impegni parrocchiali, noi segnaliamo tutto come se fosse la normalità e poi ci adegueremo a seconda delle disposizioni.

DOMENICA 1 marzo

PRIMA DOMENICA di QUARESIMA
I sacerdoti celebreranno la Messa, a porte chiuse:
* Sabato 29 febbraio, alle ore 18.00
* Domenica 1 marzo alle ore 11.30
Un quarto d’ora prima suoneranno le campane. Invitiamo tutti i fedeli ad unirsi seguendo la celeb
razione in TV, raccogliendosi in un momento di preghiera.
Il vescovo Maurizio celebrerà l’Eucarestia, nella cripta della Cattedrale, a porte chiuse, domenica 1 marzo alle ore 15.00. 
E’ possibile seguire la celebrazione collegandosi al sito della diocesi: http://www.diocesi.lodi.it/diretta/

Cliccando qui puoi leggere il Bollettino Settimanale.

lunedì 24 febbraio 2020

Emergenza coronavirus - a tutti i parrocchiani

Carissimi tutti,  
la situazione attuale ci costringe a sospendere tutte le celebrazioni comunitarie, fino a nuove disposizione, ma questo non ci impedisce di restare in comunione di preghiera nelle nostre case: preghiera di intercessione per tutti, soprattutto per chi sta soffrendo ed è provato in modo profondo. 
Vi invitiamo, nei limiti del possibile a seguire l’Eucarestia trasmessa in TV e a pregare, anche come famiglia, il Santo Rosario così come vi invito alla preghiera personale. 
Noi sacerdoti, salvo in caso di funerali, (la cui partecipazione è consentita solo ad un numero limitato di parenti stretti ..) celebreremo personalmente l’Eucarestia, alle ore 18.00, in chiesa e a porte chiuse, ma suoneremo ugualmente le campane alle 17.45: chi lo desidera potrà unirsi spiritualmente alla celebrazione. 
Avvisiamo, inoltre, che la chiesa resterà aperta per la preghiera personale ogni mattina dalle ore 7.00 alle ore 12.00. Resterà chiusa nel pomeriggio. 

Restiamo uniti nella preghiera fiduciosa. 
Un cordiale saluto ed un ricordo a ciascuno di voi. 
I vostri sacerdoti 
don Elia e don Roberto 

domenica 30 settembre 2018

Giochi senza Quartiere

Con la partecipazione di 10 squadre si è svolta la 3a edizione dei Giochi senza Quartiere. Una festosa invasione ha animato le piazze ed i parchi di San Fereolo.
Qui trovi alcune foto dei Giochi, vinti dalla squadra degli Astri Nascenti.


domenica 9 settembre 2018

La 25a Straoratorio


Straordinario successo di partecipanti per la Straoratorio del venticinquennale.
In una calda mattinata di settembre, 500 partecipanti hanno animato con le loro magliette gialle le vie del quartiere.
Qui trovi tutte le foto della Straoratorio.

Camminiamo Insieme!

Prendo spunto dal titolo del Bollettino, che ritorna nelle nostre case dopo la pausa estiva, per indicare il senso della ripresa della vita parrocchiale : “Camminiamo Insieme!”.
Più che un titolo rappresenta un programma ed un auspicio.
Esso racchiude in sé alcuni riferimenti importanti per la vita della comunità parrocchiale:

Camminare …
Il primo è il senso del cammino, è l’invito a camminare, è la consapevolezza che l’esistenza, la fede, la vita della comunità cristiana sono un percorso, un cammino appunto, da compiere con disponibilità, con pazienza, con costanza, con perseveranza.
La bellezza del cammino che è la fede e che è la vita della comunità cristiana è proprio questa: che lo puoi riprendere in qualunque momento, che ti puoi rimettere in gioco anche dopo aver attraversato un periodo di “distanza” o di “fiacca” o di demotivazione.
Spesso mi capita che alcuni parrocchiani mi dicano: “vorrei riprendere …”; “mi piacerebbe poter fare qualcosa in più …”; “vorrei essere più presente …”.
Diamo concretezza a queste intenzioni o a questi desideri: rimettiamoci in cammino ritrovando il gusto di un percorso, quello della fede e quello nella comunità cristiana, che ci consenta di risollevarci da un appiattimento cui spesso la vita ci riduce.

Insieme …
L’altro riferimento, tipicamente ecclesiale, è “Insieme …”. Tipicamente ecclesiale: perché la chiesa – comunità dei credenti non è “un assembramento di individui”, ma una famiglia che cerca costantemente di maturare relazioni autentiche che portino davvero a condividere la fede e la ricchezza che ci portiamo nel cuore.
“Insieme …” è l’invito ad uscire dall’individualismo in cui spesso ci rinchiudiamo o in cui la vita con i suoi ritmi ci rinchiude.
“Insieme …” significa accorgersi dell’altro che, come me, sta compiendo il suo cammino, magari con fatica, magari con i miei stessi problemi, le mie stesse domande, i miei stessi desideri, e scoprire che non sono da solo e che così il cammino è meno faticoso.
“Insieme …” significa anche superare la tentazione di vivere la propria fede senza alcun riferimento alla comunità parrocchiale, magari frequentando pure la Messa domenicale, ma ben attenti a non lasciarsi scovare, a non lasciarsi incontrare, a non lasciarsi coinvolgere.
“Insieme …” significa credere ad una Presenza, quella di nostro Signore, che unisce e che è il vero punto di unione, capace di fare superare pregiudizi, limiti, antipatie, barriere di ogni genere per farci riconoscere nel vero centro che è Lui stesso.

Il rinnovo del Consiglio Pastorale
Un terzo riferimento che esplicita il senso del “camminare insieme …” è il rinnovo del Consiglio Pastorale Parrocchiale che vivremo nel prossimo autunno.
Il Consiglio Pastorale in una parrocchia ha proprio questo scopo: aiutare la comunità a camminare, e dunque a crescere secondo la parola del Vangelo, e a camminare insieme in un’ottica di comunione e di corresponsabilità.
Forse in quest’epoca siamo un po’ disaffezionati a questi organismi di partecipazione: in politica, nella scuola, in ambito sociale, volentieri deleghiamo pensando: “ci penseranno altri …” oppure: “io non ne voglio sapere niente …”. Non vorrei che questa sottile tentazione serpeggiasse anche nella comunità portandoci a conclusioni del tipo: “ci penseranno altri … ci saranno altre disponibilità …”.
Camminare insieme in comunione e corresponsabilità, invece, significa sentirsi parte della comunità, prendersela a cuore, sentirsi responsabili, ciascuno per la sua parte, metterci la faccia, dedicare un po’ del proprio tempo e delle proprie energie per il bene di tutti.

Un augurio e un auspicio per il nuovo Anno Pastorale
L’auspicio è che coloro che hanno tempo, disponibilità, competenze, anche piccole, non si tirino indietro ma offrano la loro presenza e le loro energie, superando qualche paura e resistenza, per il bene e la crescita della nostra amata parrocchia.
L’augurio per il nuovo anno pastorale che sta per avviarsi, allora, non può essere che questo: “Camminiamo insieme!”.

lunedì 26 marzo 2018

I segni della "nostra" Pasqua



In questi giorni, mentre mi accingevo a pensare e a stendere queste righe che potessero raggiungervi nelle vostre case in occasione della Pasqua, mi ha colpito un testo di don Primo Mazzolari, che scriveva: “I segni della Pasqua del Signore li possono vedere anche coloro che non credono: ma i segni della nostra Pasqua dove sono?”.
Cioè la Pasqua del Signore è per tutti, è offerta a tutti nei suoi frutti. I segni della Pasqua che si celebra nei sacri e ricchissimi riti della Settimana Santa sono sotto gli occhi di tutti: anche chi non crede, o dice di non credere; anche chi dice di credere, ma non è “praticante”, può cogliere i segni della Pasqua, può respirare l’aria di Pasqua, si accorge che è Pasqua. Ma i segni della “nostra” Pasqua, nostra di credenti? I segni della nostra personale partecipazione alla Pasqua di Gesù, i segni della nostra adesione alla sua croce e alla sua risurrezione, dove sono? Ci sono? Sono evidenti? Si possono riconoscere? Il testo di don Mazzolari prosegue così: “I non-cristiani hanno fretta di vedere i segni della nostra Pasqua, che aiutano a capire i segni della Pasqua del Signore”.
Come cristiani – credenti abbiamo cioè la responsabilità di una profonda coerenza che renda ragione della Pasqua del Signore, ovvero che mostri nella nostra vita risorta, nel nostro cammino di peccatori perdonati e guariti dal Signore, nella testimonianza della carità, l’affidabilità della Pasqua di Gesù.
L’impegno missionario che, in maniera particolare il Vescovo ci ha richiamato nella sua Lettera Pastorale “Per il mondo …”, richiede da ciascuno di noi e da tutta la comunità di essere testimoni dell’efficacia della Pasqua di Gesù nei segni di una vita rinnovata, che il nostro autore esprime così: “Un sepolcro imbiancato, che di fuori appare lucente, ma dentro è pieno di marciume, non è un sepolcro glorioso. Chi mette insieme pesanti fardelli per caricarli sulle spalle degli altri, senza smuoverli nemmeno con un dito, è fuori della Pasqua. Chi fa le sue opere per richiamare l’attenzione della gente, invitando stampa e televisione, non vede la Pasqua. Chi chiude il Regno dei Cieli in faccia agli uomini per mancanza di misericordia, non sente la Pasqua. Chi paga le piccole decime e trascura la giustizia, la misericordia e la fedeltà, rinnega la Pasqua. Chi lava il piatto dall’esterno, mentre dentro è pieno di rapina e d’intemperanza, non fa posto alla Pasqua”.

L’augurio, allora, non può che essere così formulato: che ciascuno possa mostrare i segni della “sua” Pasqua; che tutti possiamo testimoniare i segni della “nostra” Pasqua, perché sia credibile la Pasqua di Gesù.

Auguri a tutti per una Pasqua Santa, nel Signore.


Il vostro parroco don Elia,

con don Roberto, don Marco e don Angelo




(le foto delle celebrazioni)

martedì 19 dicembre 2017

Un Natale "... per il mondo"

Celebriamo il Natale nell’anno pastorale in cui il vescovo ci invita alla missione, all’apertura al mondo, all’annuncio del vangelo con una vita coerente. 
“… Per il mondo”: così suona il titolo della lettera pastorale che il vescovo Maurizio ha inviato a tutte le comunità cristiane della diocesi.

Gesù, Figlio di Dio venuto nel mondo
Il Natale del Signore non è privo di riferimenti al tema, a partire dal “festeggiato”: Gesù Cristo è il Figlio di Dio che assume la nostra umanità entrando nel mondo per annunciare che il tempo è compiuto, che Dio è vicino, che la salvezza è operata, che questa è l’occasione della conversione, che tutte le genti sono parte di questo disegno di salvezza e di felicità, nessuno escluso.
Natale è Dio nel mondo e nella storia, è Dio nella nostra umanità più concreta e travagliata. 
La missione della chiesa e dei credenti ha senso solo a partire da questa certezza: che Dio in Gesù Cristo si è fatto carne, è entrato nel tempo e nella storia, ha condiviso in tutto e per tutto la nostra umanità, ha dato la sua vita per noi, per la nostra salvezza.

Gli angeli, primi annunciatori della gioia che è Cristo
Nei vangeli del Natale incontreremo anche quest’anno la figura degli angeli che, a Betlemme, nella notte che ha cambiato il corso della storia, annunciano ai pastori “una grande gioia …”.
L’identità degli angeli è questa: annunciatori. Il loro compito è questo: annunciare.
Ci riconosciamo anche noi come destinatari di questa gioia che è il Dio con noi e al tempo stesso riconosciamo che nella nostra vita, nella storia della nostra fede ci sono stati “angeli” che ci hanno annunciato la gioia del Signore e ci hanno condotti verso Betlemme, verso il Dio bambino.

I “verbi” dei pastori
Se ci risulta difficile identificarci nella figura degli angeli come annunciatori di lieti eventi, ci riuscirà più semplice riconoscerci nella figura dei pastori: persone umili, ordinarie, quotidiane … Al tempo di Gesù, forse, persone poco raccomandabili o che, comunque, non godevano certo la stima della gente “per bene”. Il Signore ripone la sua fiducia nei pastori, primi destinatari dell’annuncio della nascita del Messia da parte degli angeli, ma anche, essi stessi, i primi “annunciatori”. 
Di essi si dice che “andarono, senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino”. 
E’ necessario smuoversi, alzarsi, e mettersi in cammino per incontrare il Signore. La fede è un cammino, è decisione che chiede di superare stanchezze, paure, incertezze: “Senza indugio!”.
E quindi si aggiunge che “riferirono ciò che del bambino era stato detto loro”: non si dice che partirono per qualche paese lontano come missionari. I pastori tornarono alla loro quotidianità “raccontando”: se la fede è incontro con il Signore, se la fede è esperienza del Signore Gesù e relazione forte con lui, allora la posso narrare, raccontare.
Incontrare e narrare
Il Natale è la storia di questo incontro tra Dio e l’uomo di ogni tempo, di ogni luogo. E’ la storia di un incontro per cui possiamo dire: egli è qui, è qui come il primo giorno; è qui, nelle pieghe della mia vita ordinaria, complessa, tribolata, ma anche ricca di opportunità, di doni, di gioie quotidiane.
Il nostro mondo, la nostra storia, il nostro quartiere, la nostra casa, ma anche il nostro cuore, hanno bisogno di questo annuncio: non un annuncio “asettico” o “dogmatico” o “intellettualistico”, ma il racconto di una esperienza, di un incontro, che mi ha scaldato il cuore, che me lo ha cambiato.

Auguri!
Vi auguriamo e ci auguriamo che il Natale possa essere celebrato così: un incontro vero con Gesù ma anche un incontro autentico tra di noi, al di là delle vuote formalità che rischiano di lasciare l’amaro in bocca. Un incontro vero, un’esperienza vissuta, da raccontare “… per il mondo”.

domenica 19 novembre 2017

Il Vangelo della Domenica - 19 novembre 2017

La parabola dei talenti è una lieta notizia contro la paura, che stravolge il rapporto con Dio e rende sterile la vita. L'ultimo servo non ha capito che, affidandogli il talento, il padrone vuole fare di lui un amico; che quel talento è un dono di comunione, un atto di fiducia. Su tutto invece incombe la paura del castigo, e il dono da opportunità si trasforma in incubo. Il servo ha paura di Dio! Ne ha un'immagine orribile: sei duro... tu mieti dove non hai seminato... Errore fatale: si sbaglia su Dio e quindi sbaglia la vita; diviene, invece che amico, schiavo inerte, Adamo senza più giardino. Perché solo quando ti senti amato dai il meglio di te stesso, e mai la paura ti libera dal male. Dio invece sorprende i servi. Non vuole indietro i talenti affidati, raddoppia la posta, la moltiplica: sei stato fedele nel poco ti darò autorità su molto. Non di una restituzione si tratta, ma di un rilancio. Noi non esistiamo per restituire a Dio i suoi doni. […] La parabola dei talenti è il poema della creatività. E senza voli retorici. Nessuno dei tre servi crede di dover salvare il mondo. Tutto invece odora di casa, di vite e di olivi, o, come nella prima lettura, di lana, di fusi, di lavoro e di attesa: fedele nel poco. Il mondo e la vita ci sono affidati come un dono che deve crescere, un giardino incompiuto che deve fiorire. Una spirale di vita crescente è legge alla creazione. Pena il non senso della vita. Dopo la lunga assenza di Dio, la sua lunga fiducia in noi, il giudizio non sarà sulla quantità del guadagno, ma sulla qualità del servizio; non sul numero, ma sulla verità dei frutti. Non esiste una tirannia della quantità nel Regno dei cieli: fedele nel poco. Quel giorno, dice un racconto chassidico, non mi sarà chiesto perché non sono stato come Mosè o Elia o uno dei profeti. Ma solo perché non sono stato me stesso. Devo camminare con fedeltà a me stesso, emozionato e disciplinato servo della vita, vero della verità tracciata in me da Dio. Nessuno è senza talenti. È legge della creazione. E vado avvolto da doni di Dio. Ogni creatura che incontro è un talento, da custodire e lavorare per fare ricca la mia e l'altrui vita. Ognuno è talento di Dio per gli altri. «Come talento io ho ricevuto te». Lo può dire la sposa allo sposo, il figlio al padre, l'amico all'amico: sei tu il mio talento! Poterlo dire a qualcuno, poterlo dire a molti, per entrare così con passo creatore nella liturgia della vita.

martedì 7 novembre 2017

L'Assemblea parrocchiale del 19 novembre


Il Vangelo della Domenica - 5 novembre 2017

Il Vangelo di questa domenica brucia le labbra di tutti coloro “che dicono e non fanno”, magari credenti, ma non credibili. Esame duro quello della Parola di Dio, e che coinvolge tutti: infatti nessuno può dirsi esente dall'incoerenza tra il dire e il fare. Che il Vangelo sia un progetto troppo esigente, perfino inarrivabile? Che si tratti di un'utopia, di inviti “impossibili”, come ad esempio: «Siate perfetti come il Padre» (Mt 5,48)? […] Gesù non si scaglia mai contro la debolezza dei piccoli, ma contro l'ipocrisia dei pii e dei potenti, quelli che redigono leggi sempre più severe per gli altri, mentre loro non le toccano neppure con un dito. Anzi, più sono inflessibili e rigidi con gli altri, più si sentono fedeli e giusti: «Diffida dell'uomo rigido, è un traditore» (W. Shakespeare). Gesù non rimprovera la fatica di chi non riesce a vivere in pienezza il sogno evangelico, ma l'ipocrisia di chi neppure si avvia verso l'ideale, di chi neppure comincia un cammino, e tuttavia vuole apparire giusto. Non siamo al mondo per essere immacolati, ma per essere incamminati; non per essere perfetti ma per iniziare percorsi. Se l'ipocrisia è il primo peccato, il secondo è la vanità: «tutto fanno per essere ammirati dalla gente», vivono per l'immagine, recitano. E il terzo errore è l'amore del potere. A questo oppone la sua rivoluzione: «non chiamate nessuno “maestro” o “padre” sulla terra, perché uno solo è il Padre, quello del cielo, e voi siete tutti fratelli». Ed è già un primo scossone inferto alle nostre relazioni asimmetriche. Ma la rivoluzione di Gesù non si ferma qui, a un modello di uguaglianza sociale, prosegue con un secondo capovolgimento: il più grande tra voi sia vostro servo. Servo è la più sorprendente definizione che Gesù ha dato di se stesso: Io sono in mezzo a voi come colui che serve. Servire vuol dire vivere «a partire da me, ma non per me», secondo la bella espressione di Martin Buber. Ci sono nella vita tre verbi mortiferi, maledetti: avere, salire, comandare. Ad essi Gesù oppone tre verbi benedetti: dare, scendere, servire. Se fai così sei felice.

lunedì 30 ottobre 2017

Il Vangelo della Domenica - 29 ottobre 2017

Qual è il grande comandamento?
Gesù risponde indicando qualcosa che sta al centro dell'uomo: tu amerai. Lui sa che la creatura ha bisogno di molto amore per vivere bene. E offre il suo Vangelo come via per la pienezza e la felicità di questa vita.
Amerai Dio con tutto, con tutto, con tutto. Per tre volte Gesù ripete che l'unica misura dell'amore è amare senza misura. Ama Dio con tutto il cuore: totalità non significa esclusività. Ama Dio senza mezze misure, e vedrai che resta del cuore, anzi cresce, per amare i tuoi familiari, gli amici, te stesso. Dio non è geloso, non ruba il cuore: lo moltiplica.
Ama con tutta la mente. L'amore rende intelligenti, fa capire prima, andare più a fondo e più lontano. Ama con tutte le forze. L'amore rende forti, capaci di affrontare qualsiasi ostacolo e fatica.
Da dove cominciare? Dal lasciarsi amare da Lui, che entra, dilata, allarga le pareti di questo piccolo vaso che sono io. Noi siamo degli amati che diventano amanti. Domandano a Gesù qual è il comandamento grande e Lui invece di un comandamento ne elenca due: amerai Dio, amerai il prossimo. Gesù non aggiunge nulla di nuovo: il primo e il secondo comandamento sono già scritti nella Bibbia. Eppure dirà che il suo è un comando nuovo. Dove sta la novità? Sta nel fatto che le due parole fanno insieme una sola parola, l'unico comandamento. E dice: il secondo è simile al primo. Amerai l'uomo è simile ad amerai Dio. Il prossimo è simile a Dio. Questa è la rivoluzione di Gesù: il prossimo ha volto e voce e cuore simili a Dio. Il volto dell'altro è da leggere come un libro sacro, la sua parola da ascoltare come parola santa, il suo grido da fare tuo come fosse parola di Dio. Amerai il tuo prossimo come ami te stesso. È quasi un terzo comandamento sempre dimenticato: «ama te stesso», perché sei come un prodigio, porti l'impronta della mano di Dio. Se non ami te stesso, non sarai capace di amare nessuno, saprai solo prendere e possedere, fuggire o violare, senza gioia né gratitudine. Se per te desideri pace e perdono, questo tu offrirai all'altro. Se per te desideri giustizia e rispetto, tu per primo li darai.

domenica 22 ottobre 2017

Il Vangelo della Domenica - 22 ottobre 2017

È lecito o no pagare il tributo a Roma? Fai gli interessi degli invasori o quelli della tua gente? Con qualsiasi risposta, Gesù avrebbe rischiato la vita, o per la spada dei Romani o per il pugnale degli Zeloti. Gesù non cade nella trappola: ipocriti, li chiama, cioè attori, commedianti, la vostra vita è una recita per essere visti dalla gente. Mostratemi la moneta del tributo. Siamo a Gerusalemme, nell'area sacra del tempio dove non doveva entrare nessuna effigie umana, neppure sulle monete. Per questo c'erano i cambiavalute all'ingresso. I farisei, i devoti, con la loro religiosità ostentata, tengono invece con sé, nel luogo più sacro al Signore, la moneta pagana proibita, il denaro dell'imperatore Tiberio, e così sono loro a mettersi contro la legge e a confessare qual è in realtà il loro Dio: il loro idolo è mammona. Seguono la legge del denaro, e non quella della Torà. È lecito pagare? avevano chiesto. Gesù risponde cambiando il verbo, da pagare e rendere: Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio. Cesare non è solo lo Stato con le sue istituzioni e le sue facce note, ma l'intera società nelle cui relazioni tutti ci umanizziamo. «Avete avuto, restituite», voi usate dello Stato che vi garantisce strade, sicurezza, mercati. Come non applicare questa chiarezza semplice di Gesù ai nostri giorni di faticose riflessioni su crisi economica, manovre, tasse, elusione fiscale; come non sentirla rivolta anche ai farisei di oggi per i quali evadere le tasse è un vanto? 
Gesù completa la risposta con un secondo dittico: Restituite a Dio quello che è di Dio. Siamo immersi nella gratuità: di Dio è la terra e quanto contiene; l'uomo e la donna sono dono che proviene da oltre, cosa di Dio. Restituiscili a Lui onorandoli, prendendotene cura come di un tesoro. 
Ogni donna e ogni uomo sono talenti d'oro offerti a te per il tuo bene, sono nel mondo le vere monete d'oro che portano incisa l'immagine e l'iscrizione di Dio. A Cesare le cose, a Dio la persona, con tutto il suo cuore, la sua bellezza, la sua luce, e la memoria viva di Dio. 
A ciascuno di noi Gesù ricorda: resta libero da ogni impero, ribelle ad ogni tentazione di venderti o di lasciarti possedere. Ripeti al potere: io non ti appartengo. Ad ogni potere umano Gesù ricorda: Non appropriarti dell'uomo. Non violarlo, non umiliarlo, non manipolarlo: è cosa di Dio, mistero e prodigio che ha il Creatore nel sangue e nel respiro.

domenica 8 ottobre 2017

Tutti i colori della Sagra

Non c'era il tradizionale luna park (per problemi tecnici): tantissimi parrocchiani hanno però affollato l'oratorio per il consueto appuntamento con le iniziative per festeggiare la Sagra del quartiere.
Qui trovi qualche foto.


I Giochi senza Quartiere 2017

Seconda edizione dei Giochi: un grande successo! 10 squadre si sono sfidate per la conquista dell'alloro. Guarda qui qualche foto dei Giochi.

domenica 10 settembre 2017

In quattrocento alla 24a StraOratorio

Le pessime previsioni del tempo non hanno scoraggiato i 400 partecipanti alla StraOratorio! Qui puoi vedere alcune foto della corsa non competitiva.



domenica 3 settembre 2017

La 24a StraOratorio del 10 settembre per la solidarietà


Corri anche tu per aiutare le popolazioni del Centro Italia!
La 24° StraOratorio quest’anno si corre all’insegna della solidarietà. Grazie ad uno sponsor (la Palestra “Michelangelo” di via Lodivecchio) che ci ha offerto le magliette, possiamo infatti caratterizzare la StraOratorio con questo obiettivo: aiutare le popolazioni del Centro Italia, ad un anno dal terremoto, ed ancora in gravi difficoltà. 
E’ una opportunità preziosa per la parrocchia ed il quartiere: una festa di ragazzi, giovani, famiglie, adulti, anziani…
Vorremmo che la presenza fosse davvero massiccia a dire la nostra partecipazione, la nostra adesione, la nostra solidarietà fattiva.
Concretamente ci si potrà iscrivere in Oratorio dal 1° settembre, oppure sabato 2 e domenica 3 settembre e ancora sabato 9 e domenica 10 settembre, agli appositi stand:

  • agli adulti chiediamo una offerta minima di 5 euro;
  • ai ragazzi fino a 14 anni (terza media frequentata) chiediamo un’offerta minima di 1 euro.
Questa modalità può incentivare le famiglie ad essere tutte presenti, anche con i più piccoli, senza troppe difficoltà.

IL PROGRAMMA
La StraOratorio si terrà domenica 10 settembre. L’appuntamento nel cortile dell’Oratorio alle ore 9.30 per la celebrazione dell’Eucarestia, quindi tutti al nastro di partenza.
Il percorso è quello ormai conosciuto: partenza da via San Fereolo (davanti alla chiesa), via S. Fereolo, via Precacesa, via Folli, via Mancini, via Bay, via M. Lutero, via del Chiosino, via S. Fereolo, via G. Marchi, via Tavazzi-Catenago, via Tortini, via L. da Vinci, attraversamento viale Pavia, via Raffaello, via Bramante, cortile dell’Oratorio.
Il percorso è da effettuarsi 1 volta per i 3 km e 2 volte per i 6 km.