domenica 19 giugno 2016

Il Vangelo della Domenica - 29 maggio 2016


Mandali via, è sera or­mai e siamo in un luogo deserto. Gli a­postoli hanno a cuore la gen­te, ma solo in parte, è come se dicessero: lascia che ognu­no si risolva i suoi problemi da solo. Gesù non li ascolta, lui non ha mai mandato via nessuno, vuole fare di quel deserto, di ogni nostro deser­to, una casa dove si condivi­dono pane e sogni. Il Vangelo trabocca di mira­coli compiuti sui corpi di uo­mini, donne, bambini. I cor­pi guariti diventano come il laboratorio del Regno, il col­laudo di un mondo nuovo, ri­sanato, liberato, respirante. Diventato casa: «fateli sedere in gruppi», metteteli in rela­zione tra loro, che facciano casa. Il miracolo della condi­visione dei pani e dei pesci ­il Vangelo non parla di molti­plicazione - inizia con una ri­chiesta illogica di Gesù ai suoi: Date loro voi stessi da mangiare. Ma gli apostoli non sono in grado, hanno soltan­to cinque pani, un pane ogni mille persone. La sorpresa di quella sera è che poco pane condiviso con gli altri è suffi­ciente, che la fine della fame non sta nel mangiare a sa­zietà, da solo, il tuo pane, ma nello spartire con gli altri il poco che hai, il bicchiere d'acqua fresca, olio e vino sul­le ferite, un po' di tempo e un po' di cuore. Noi siamo ricchi solo di ciò che abbiamo do­nato alla fame d'altri. Gesù avanza questa pretesa irragionevole e profetica (voi date da mangiare) per dire a noi, alla Chiesa tutta di se­guire la voce della profezia, non quella della ragione; di imparare a ragionare con il cuore, il cuore sognatore di chi condivide anche ciò che non ha. Dona, allora, anche il tempo che non hai. Non conta la quantità ma l'intensità. E ve­drai che il tempo e il cuore do­nati si moltiplicheranno. Ve­drai che torneranno a te ore più liete, giorni più sereni, battiti danzanti del cuore. Tutti mangiarono a sazietà.
Quel «tutti» è importante. So­no bambini, donne, uomini. Sono santi e peccatori, since­ri o bugiardi, donne di Sama­ria con cinque mariti e altret­tanti divorzi, nessuno esclu­so.
Così Dio immagina la sua Chiesa: capace di insegnare, guarire, saziare, accogliere senza escludere nessuno, ca­pace come gli apostoli di ac­cettare la sfida di mettere in comune tutto quello che ha. Capace di operare miracoli, che non consistono nella moltiplicazione di beni ma­teriali, ma nella prodigiosa e creativa moltiplicazione del cuore.

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