domenica 25 gennaio 2015

La comunità ha ringraziato

Riportiamo l’omelia del parroco alla Messa solenne del 31 dicembre 2014 perché il grazie della comunità parrocchiale sia condiviso da più cuori.

Carissimi questa è la sera nella quale sentiamo più di ogni altro momento la realtà della vita. Infatti tra poche ore un altro anno in più peserà sulla nostre spalle.
Due possono essere i sentimenti che possiamo provare: quello dell’amarezza, perché un altro anno se ne va e quindi più o meno diventiamo sempre più vecchi o, se preferite, sempre più maturi. Oppure quello della serenità, perché siamo ancora qui, perché la vita, più o meno segnata da qualche acciacco, va avanti e quindi abbiamo speranza che il nuovo anno, che tra qualche ora inizieremo, sia migliore. 
Infatti gli auguri che ci facciamo questa sera e in questa notte sono auguri di speranza.
Non so quale sentimento prevalga nel vostro animo. Come vostro parroco vi invito a non lasciarvi prendere dall’amarezza. E’ vero, tutto passa, gli anni passano, ma l’amore del Signore è sempre per noi. 
Se abbiamo qualche sprazzo di serenità nutriamo fiducia che se anche gli anni passano la mano del Signore continua a sostenerci. 
Ma noi questa sera siamo qui per dire grazie al Signore per il suo amore che non viene mai meno, ma anche per gli aiuti che ci ha dato in questo anno anche se noi non ce ne siamo accorti. Diciamogli allora grazie sia a livello personale che famigliare.
Io, come parroco, mi farò voce per voi perché è stato ancora grande l’aiuto che il Signore ci ha dato come parrocchia in questo anno che ormai passa alle nostre spalle.
Di che cosa dobbiamo ringraziare il Signore?

Primo dono
Lo ringraziamo in primo luogo perché in tutto questo anno ha continuato ad amarci, a volerci bene. Non deve sembrarvi strano questo grazie. Se non ci avesse amato, noi saremmo caduti nel nulla o peggio nella dannazione. Se lo ringraziamo per averci amato, è perché noi non vogliamo dare troppo per scontato l’amore del Signore. Oggi diamo infatti per scontato l’amore di chi ci sta accanto. Chi di noi sa ringraziare ? Chi di noi sa dire espressamente la parola “grazie” per l’amore dei genitori, per l’amore dello sposa e della sposa? Tutto è dovuto. 
Questo atteggiamento non deve esistere nei confronti dell’amore del Signore. Lui ci ama pur non avendo bisogno di noi, Lui ci ama perché sa che la nostra vita si realizza pienamente solamente lasciandoci amare da lui. E il suo amore è vero, è gratuito, è immenso. È strettamente personale.
Alcune volte abbiamo difficoltà a dirgli grazie per il suo amore perché siamo sotto il peso della croce. Non c’è contrasto tra lui che ci ama e la nostra sofferenza. Anzi il suo amore è più grande e più potente quando siamo uniti a Lui sulla croce. E allora diciamogli almeno questa sera: Grazie o Dio, nostro Padre, per il tuo amore. Grazie perché continui ad amarci nonostante le nostre povertà, la nostra scarsa generosità nel contraccambiare il tuo amore. 

Secondo dono
In secondo luogo lo ringraziamo per l’attività pastorale che ci ha dato di iniziare. Ci ha illuminato e poi sostenuto nel dare inizio a questo anno caratterizzando tutta la nostra attività pastorale circa lo Spirito Santo. Per qualcuno sarà poca cosa, ma per me è stata, come ho già detto diverse volte, una scelta qualificata. E’ infatti lo Spirito Santo che ci fa grandi, è lo Spirito che ci fa Chiesa, è lo Spirito che ci fa partecipi della stessa vita trinitaria. Prendere coscienza di possedere, o meglio, di essere posseduti da questo dono, è qualcosa di veramente grande. Posso attestare che in questo anno vedo che qualcosa sta movendosi nella nostra comunità e nella vostra vita spirituale personale. Tutto questo non è frutto dei nostri sforzi, ma è opera dello Spirito che sempre guida non solo la Chiesa, ma anche la nostra stessa vita di figli di Dio.
Grazie, o Padre, che ci hai dato la grazia di caratterizzare la vita e le attività di questa tua e nostra comunità parrocchiale impegnandoci a conoscere, a riflettere, a pregare sul dono che il tuo cuore ci ha dato, lo Spirito Santo. Grazie perché è lui che ci fa tuoi figli, è lui che ci fa essere una cosa sola con te, è lui che ci assicura che la vita è un camminare verso la gioia senza fine.

Terzo dono
Come già abbiamo fatto lo scorso anno, ancora anche in questa sera dobbiamo dire grazie al Signore che, oltre ad aiutarci nella nostra vita spirituale, ci ha aiutato a qualificare ancora maggiormente il nostro servizio ai poveri e a chi versa in necessità. Non vi deve sembrare strano questo grazie. E’ invece vero ed autentico, è un bisogno che la nostra comunità parrocchiale sente in questo momento. Guai a noi se fossimo solo impegnati a celebrare l’amore del Signore con liturgie solenni e poi ci dimenticassimo dei poveri. Se nella liturgia esaltiamo e celebriamo il Signore, noi lo troviamo invece vivo nel povero che chiede sinceramente aiuto. Di questo ne siamo pienamente convinti. E di conseguenza cerchiamo di lodare il Signore, ma anche di servire il povero. E qui entra in primo piano l’opera della nostra Caritas parrocchiale. Carissimi, permettete che vi dica sinceramente come vedo la nostra Caritas. E’ un po’ il fiore all’occhiello della nostra comunità parrocchiale.
Quest’anno abbiamo lavorato parecchio per riorganizzare maggiormente il servizio ai poveri. Qualcosa si sta muovendo anche per i nostri fratelli nelle carceri, consapevoli che anche loro sono nostri fratelli. Ma ciò che rende bello tutto questo è che all’organizzazione corrisponde anche la generosità di tutti voi. Lo stile dell’aiuto ai poveri sta diventando, a mio avviso, uno stile ordinario. Vedo che non c’è un’attenzione ai poveri solo durante il tempo dell’Avvento e della Quaresima, ma è una attenzione che dura tutto l’anno. Infatti il cestone della Caritas in Chiesa parrocchiale è sempre disponibile ad accogliere, ma anche vi si trovano sempre numerosi vostri sacchetti. Giustamente il Signore ce lo aveva detto: “I poveri li avrete sempre con voi”.
E noi, anche se a volte può essere difficile, li vogliamo amare e servire perché in essi vive il Signore. 
E allora anche qui diciamo: Grazie o Padre che ci hai sostenuto ancora nel servizio ai poveri, a chi versa in necessità. Noi vogliamo servirti, consapevoli che tu vivi in loro perché con loro tu ti sei identificato.
Ti diciamo grazie anche perché muovi il cuore di tanti sanfereolini che con i loro piccoli o grandi sacchetti dimostrano di vederti in chi ha bisogno. Il nostro grazie è anche per chi si spende per mandare avanti questa organizzazione caritativa, cioè tutti i nostri volontari. 
Signore, fa’ che la tua e nostra comunità parrocchiale ti lodi celebrando il tuo amore e ti serva nei poveri. L’amore per te non può mai e non deve mai disgiungersi dall’amore a chi soffre e versa in necessità.

Quarto dono
Carissimi, anche quest’anno sento il bisogno di invitarvi a dire grazie al Signore per la vostra generosità nel sostenere le necessità della parrocchia. La nostra fiducia nella provvidenza si manifesta attraverso la vostra generosità. 
Con il prossimo mese di gennaio sono passati ormai cinque anni da quando abbiamo iniziato ad avere sulle spalle il pesante mutuo per il rifacimento di questa Chiesa. E in questi anni, alternandoci fra alti e bassi, non abbiamo fatto brutte figure. Siamo andati avanti con una certa serenità. E’ vero che abbiamo davanti a noi altri dieci anni. Ma se abbiamo incominciato bene, speriamo di continuare bene. Posso dire dopo tutto questo che le vostre piccole e grandi gocce di generosità fanno veramente il mare della generosità. Vi confesso che ogni giorno invoco dal Signore il suo aiuto nella sua mano provvidente e nello stesso tempo prego per voi che condividete con me questa grande fatica. 
Siamo però sicuri che il Signore ci sarà sempre vicino. Abbiamo fatto tutto per lui, per la sua Chiesa. Il Signore che vede i nostri sforzi, ci sia sempre accanto con la sua generosa provvidenza. E allora anche qui dico:
Grazie o Padre, che sempre ci sostieni nel faticoso cammino non solo per l’aspetto spirituale, ma anche materiale. La tua provvidenza ci sostenga sempre, la tua mano generosa si apra e ci dia conforto. Siamo più che mai consapevoli che senza di te non possiamo far nulla. A te tutto è possibile. Guarda alle nostra fatiche finanziarie e aiutaci. Guarda a chi ci aiuta con la sua offerta e ricompensalo come tu solo sai fare.

Carissimi, il mio grazie questa sera è rivolto anche a voi. Non è retorica, non è un proforma, ma è un grazie sincero ed esce dal mio cuore. 
Da quando sono arrivato vi porto tutti con me. Per voi prego ogni giorno. Anche se gli anni passano vi confesso che non mi sembra vero che siano così tanti quelli passati insieme. Il bene che ho ricevuto e che continuamente ricevo è veramente grande.
Per tutto questo vi dico grazie, grazie di cuore. Come vi ho già detto lo scorso anno, vi dico ancora: se sono quello che sono a livello spirituale, è non solo un dono di Dio, dei miei cari ormai arrivati in paradiso, ma è anche opera vostra, della vostra vicinanza e soprattutto della vostra testimonianza cristiana.
Non conosciamo il futuro. E’ nelle mani di Dio e noi sappiamo che lui fa sempre le cose per bene. A noi il compito di essergli obbedienti. E allora anche qui dico: Grazie, o Padre per questa comunità che mi hai affidato. E’ grande il bene che ricevo da lei, da tutti questi tuoi figli. Per lei io faccio qualcosa, ma so che sei tu a condurla, a santificarla, a renderla bella e significativa. Conducila ancora, conducila sempre più a scoprire il tuo amore e ad accoglierlo, ma anche a testimoniarlo a tutto il quartiere. Ricompensala per il bene che vuole ai suoi sacerdoti. 

Concludendo. celebriamo allora con sentimenti di ringraziamento questa eucarestia e mettiamo nel cuore del Signore questo anno ormai alle nostre spalle, consapevoli che Dio Padre farà ancora meraviglie nel nuovo anno che tra poco inizieremo nel suo nome, sostenuti e animati dalla potenza dello Spirito Santo.
Amen.

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